sabato 7 marzo 2009

CATENA EFFETTI PER CHITARRA

La mia passione per le sonorità floydiane ed in particolare per quelle Gilmouriane sono abbastanza note ormai a tutti, da sempre mi appassiona la cura quasi folle che Gilmour ed in Pink Floyd dedicano alla ricerca delle sonorità.
Avventurandomi così nella conoscenza approfondita degli effetti per chitarra e cercando di ottimizzarne l’uso , mi sono reso conto di come molto più spesso di quanto si pensi la catena effetti che utilizziamo abbia impostazioni di fondo assolutamente errate.

Non basta avere gli effetti giusti per avere un suono giusto… bisogna anche utilizzarli nel modo giusto.





Ho pensato quindi di approfondire il tema e di scrivere questa GUIDA.



Dato che gli effetti sono moltissimi ed è quasi impossibile conoscerli tutti, parliamo della tipologia dell’effetto e non del singolo modello (ovvero parliamo di CHORUS e non di CH-1 o SMALL STONE).

Prendiamo in esame i seguenti effetti:
- COMPRESSORE
- DISTORSORE
- DELAY
- CHORUS
- EQUALIZZATORE
- WAH

Il modo in cui questi effetti vengono concatenati (da qui il termine CATENA EFFETTI) fa la differenza tra un suono spettacolare o un suono mediocre.
La teoria di base ci viene in aiuto e ci dice che il WAH ed in generale gli effetti di Dinamica vanno all’inizio, gli effetti che modificano il tono come distorsori e overdrive vanno di seguito ed infine vengono gli effetti che processano il segnale e che aggiungono “spessore” come il reverbero o il delay.

Quindi l’ordine più correttò è
- WAH
- COMPRESSORE
- DISTORSORE
- EQUALIZZATORE
- CHORUS/FLANGER/PHASER
- DELAY/REVERB





Vediamo brevemente i differenti effetti:





WAH
In generale i pedali wah lavorano meglio con un segnale pulito, proveniente direttamente dalla chitarra, senza aver subito precedenti modifiche.
Concettualmente il wah non fa altro che modificare il tono della chitarra e, nel caso dei pedali wah, la variazione del tono viene definita dal pedale invece che da un classico potenziometro.
Si capisce, quindi, che se al wah arriva un segnale proveniente ad esempio dal compressore, lavorerà su un segnale già amplificato e quindi andrà facilmente in overdrive; mentre nel caso di un wah dopo il distorsore o l’overdrive, il wah lavorerà con un segnale al quale mancheranno alcune delle armoniche fondamentali (he vengono tagliate dal distorsore/overdrive).
Inserendo il wah prima della sezione compressore/overdrive/distorsore si ottiene un aumento del sustain ed un suono più pulito agli alti volumi.



COMPRESSORE
Il compressore (come detto) si comporta sostanzialmente come un amplificatore di segnale, quindi se in ingresso si ha un segnale con rumore di fondo, in uscita il rumore verrà sensibilmente aumentato; per questo il compressore deve essere posizionato il più possibile vicino al suono originale proveniente dalla chitarra, in modo da non amplificare il rumore introdotto dai vari effetti, ma solo il segnale originale.
Va anche detto che usando un compressore prima di un distorsore si ottiene in uscita dal distorsore un suono molto più corposo e rotondo.







DISTORSORE/OVERDRIVE
I distorsori e gli overdrive modificano il contenuto armonico del segnale in ingresso e lo amplificano.
Per questo motivo nella catena effetti prima del distorsore vanno sempre effetti puliti mentre a seguire vanno effetti che non aumentano il livello di amplificazione.



EQUALIZZATORE
L’equalizzatore permette di enfatizzare o tagliare alcune determinate frequenze, aiutando così a definire meglio il suono che si vuole ottenere.
In alcuni casi particolari l’equalizzatore può essere anche usato prima del distorsore per tagliare alcune frequenze o per enfatizzare altre, al fine di ottenere una distorsione più rotonda o più acuta.



CHORUS/FLANGER/PHASER
Questa tipologia di pedale permette di aggiungere modulazione al segnale fin qui costruito.
Il chorus ad esempio consiste nell’impiego di una o più linee di ritardo, attraverso le quali viene fatto passare il segnale, che subisce appunto un ritardo nella propagazione. Il tempo introdotto dalla linea di ritardo, è variato mediante un oscillatore a bassa frequenza (LFO), creando quindi un effetto Doppler periodico.
Il segnale audio viene quindi miscelato con il segnale originale, con intensità generalmente regolabile; la somma del segnale diretto e di
quello processato con effetto Doppler, si presenta come un raddoppio del segnale originale, contenendo piccole dissonanze.



DELAY/REVERB
Nel mondo reale ogni volta che si suona il segnale rimbalza sulle pareti del luogo dove ci troviamo e produce un effetto delay o reverb naturale: aggiungendo un delay/reverb alla fine della catena effetti si riproduce questa sensazione aggiungendo al segnale una morbidezza ed un realismo che spesso fanno la differenza.





Va detto infine che se tra gli effetti di modulazione si usa un effetto stereo, è conveniente inserirlo alla fine della catena in modo da poter poi utilizzare le uscite per andare verso l’amplificatore con un vero segnale stereofonico.

Seguendo queste semplici linee guida è possibile sfruttare al meglio i vari effetti che si hanno a disposizione ed ottenere un suono con il più basso livello di rumore e la migliore resa.

Ovviamente il miglior aiuto per creare il vostro suono rimangono sempre e solo le vostre orecchie.
















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